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Alla scoperta delle web performances: come possiamo misurarle?

Non tutti sono consapevoli del fatto che la “misura” di un sito passa attraverso una serie di caratteristiche collegate alla user experience e che hanno un’influenza diretta sul comportamento dell’utente stesso. Solitamente si tende a considerare la performance di un sito in base al traffico generato o altre caratteristiche, come il tempo di permanenza di un utente sulle pagine.

Non è esattamente così, e per meglio comprendere il senso della performance di un sito web, ci avventureremo alla scoperta della cosiddetta Web Performance Optimization, pratica già ampiamente diffusa negli Stati Uniti ma non altrettanto in Italia; questo perchè nei Paesi più avanzati dal punto di vista digitale e tecnologico, vi è la consapevolezza del fatto che ottimizzare un sito web consente di tenere sotto controllo una ricca serie di variabili che fanno capo al World Wide Web e che si trovano “alle spalle” del sito stesso, come Data Center, Provider, Content Delivery Network, ma anche i collegamenti che consentono di far arrivare il segnale nelle abitazioni, ed ancora il browser e il dispositivo utilizzato per connettersi. Tutti elementi che concorrono ad una migliore o peggiore ottimizzazione del sito.

Quando navigate sul web vi aspettate che il sito da voi cercato si apra in un lasso di tempo il più breve possibile, giusto?

In effetti, mediamente parlando, l’utente si aspetta di vederlo completamente caricato entro due secondi dal suo accesso. Trascorsi i due secondi, ogni altro secondo in più nella fase di caricamento genera e aumenta l’insoddisfazione, andando a ridurre la user experience del sito. E’ stato calcolato che il trascorrere dei secondi può portare sino ad un 3% di abbandono del sito a secondo in più, oltre al 7% in meno di conversioni, con una riduzione del 16% del grado di soddisfazione di utente e cliente. Valori di non poco conto, che permettono di capire l’importanza dei centesimi e dei millesimi di secondo, ovvero, della fluidità di caricamento ed utilizzo del sito web. Siti come Mozilla Firefox e Amazon hanno lavorato alla riduzione dei tempi di caricamento delle landing page: limando 2,2 secondi Firefox ha aumentato del 15,4% le conversioni ottenendo un incremento di 60 milioni di download in più ogni anno… Non bazzecole insomma!

Come è dunque possibile ottimizzare un sito correttamente? La maggior parte del lavoro, circa l’80% del peso di un sito, deve essere fatta dal designer piuttosto che dallo sviluppatore; qui sta la differenza tra un sito efficiente nel caricamento ed un altro scarsamente ottimizzato; gioca invece un ruolo di minore importanza l’ottimizzazione della struttura del Cms, non influendo allo stesso modo.

Anche su Internet, per concludere, il tempo è denaro ed è bene tenere sempre in considerazione questo aspetto quando si lavora allo sviluppo del proprio sito o di quello di un cliente.

Se necessiti di una consulenza in ambito Seo/Sem, non esitare a chiederci un parere!

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