menu

Il mio Typo: come scegliere il font per il logo della propria azienda

Graziato, calligrafico o bastone, chiunque abbia deciso di creare o ridisegnare il logo della propria azienda, prodotto o attività, si sarà scontrato con lo stesso interrogativo: quale font scegliere?

Appannaggio, fino a pochi decenni fa, di una ristretta elite di tipografi e grafici, oggi – grazie anche a Steve Jobs che, appassionato di calligrafia in gioventù, ha per primo introdotto nel sistema operativo Mac la possibilità di gestire le font – in molti hanno confidenza con nomi come Futura, Univers o Tahoma.

 E allora quale font scegliere per il proprio logo?

La prima cosa da tenere in considerazione è che ci sono font dalla leggibilità perfetta nel web, come il Trebuchet o il Georgia, altri che sono ideali anche per le grandi dimensioni, come il Gill Sans o il Cooper Black, altri ancora perfetti per essere letti in piccolo, come il Frutiger. Se stiamo creando il logo per l’insegna del nostro negozio sceglieremo probabilmente una font diversa rispetto a quella che andremo a selezionare per il nostro e-commerce.

Font_Georgia

Un secondo aspetto molto importante è il carattere del font: maschile, femminile o neutro? La scelta dipende dal nostro target. Se vogliamo avere appeal per un pubblico di donne, convenzionalmente si ritengono più comunicativi font corsive romane light, come l’ITC Brioso Pro Italic Display, mentre l’uomo legge più volentieri un font black e dritto, come il Colossus. Si tratta sempre di convenzioni, non di leggi universali, ma tenerle presenti ci aiuta nel lavoro di progettazione.

Il terzo interrogativo riguarda non solo il nostro font, ma il design in generale: la font che scegliamo deve essere trasparente come un bicchiere di cristallo, per citare Beatrice Ward, che, responsabile della Monotype Corporation, ad una conferenza sulla tipografia negli anni ’30 spiegò come il carattere migliore esiste solo per comunicare un’idea e non per essere notato, oppure la font in sé deve essere il messaggio, emozionando e sorprendendo?

il_cooperBlack_easyJet

Una grande multinazionale come IKEA ha preferito la trasparenza, quasi l’anonimato, con una font impersonale e presente nei pc di tutto il mondo come il Verdana.

Un altro grande marchio, Luisa Spagnoli, ha disegnato il logo con una font calligrafica: le ragioni strategiche che hanno dettato queste scelte sono alla base del posizionamento dei due marchi.

Logo Luisa Spagnoli

Per approfondire l’argomento vi consigliamo la lettura di Sei proprio il mio typo, di Samuel Garfield.

Oppure scriveteci per avere consulenza per il restyling o la progettazione del vostro logo!

0 Commenti

Lascia una risposta


Ultimi Articoli

Social

Richiedi Informazioni

I nostri articoli ti sono piaciuti? Possiamo aiutare la tua azienda a comunicare meglio. Contattaci per un preventivo od una consulenza gratuiti e senza impegno.

Iscriviti alla Newsletter

* = campo richiesto!

powered by MailChimp!
CHIUDI
CLOSE