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Trasformare la propria vita? Le 5 fasi del ciclo emotivo del cambiamento

Siamo in estate, periodo caldo, caldissimo, questo. E spesso, proprio nei periodi in cui ci sentiamo più stanchi e bisognosi di riposo, si tende a porsi domande su se’ stessi, sulla propria vita, su cosa non ci piaccia e su cosa vorremmo cambiare. Già. In tanti si domandano come cambiare la propria vita salvo poi non fare nulla di concreto per arrivare al tanto agognato cambiamento.

Limitarsi a pensarlo senza mai agire non è certamente la strada migliore verso la trasformazione della propria vita in meglio: sarebbe necessario seguire strategie pratiche che nascono dalla psicologia del cambiamento e si traducono in fatti concreti. Dall’eliminazione delle cattive abitudini alle tecniche anti-procrastinazione, tutto concorre a generare quel percorso di cambiamento e a superare ostacoli, stati d’animo ed emozioni, positive e negative, che incontrerete lungo questo sentiero.

Un cambiamento è fatto di alti ma anche di bassi che non vanno sottovalutati per non ritrovarsi di fronte ad un muro, un blocco che potrebbe diventare invalicabile e annullare ogni buon proposito ritrovandovi in un inconcludente circolo vizioso. Questi elementi sono “racchiusi” nel cosiddetto ciclo emotivo del cambiamento (Emotional Cycle of Change), composto da cinque diverse fasi, ognuna delle quali caratterizzata da un preciso stato emotivo. E’ stato utilizzato per la prima volta nel 1979 dai ricercatori americani Don Kelley e Daryl Conner, i primi a notare gli stati emotivi vissuti da chi affrontava un cambiamento volontario, nell’Annual Handbook for Group Facilitators e ad oggi si rivela di preziosa utilità per conoscere in anticipo tutti gli ostacoli, vere e proprie “montagne russe” che si incontreranno e le emozioni che si proveranno durante un cambiamento.

La prima fase, quella dell’ “Ottimismo Ingiustificato” è legata all’entusiasmo del primo giorno, del percorso che si andrà ad affrontare e degli obiettivi che si intendono raggiungere; quel senso di invincibilità irrazionale che rende tutto possibile, guidato dalla motivazione ai massimi livelli; dal momento che questa fase ha una durata breve e per evitare di precipitare nel vuoto nelle fasi successive, è bene mettere per iscritto tutti quei benefici che ci si aspetta di ottenere dal cambiamento, una lista che risulterà molto preziosa nei momenti di difficoltà e che permetterà di portare l’ottimismo ingiustificato ad un livello più razionale.

La seconda fase infatti è quella del “Pessimismo Giustificato“, e sopraggiunge già dopo pochi giorni dall’inizio del percorso. Può sembrare come un muro contro il quale si va a sbattere nel momento in cui si prende atto della realtà, delle difficoltà correlate al percorso di cambiamento e ci si inizia a fare domande sull’utilità delle proprie azioni e sui possibili errori commessi. Moltissime persone si bloccano proprio alla fase 2, chiamata anche “valle della disperazione”, perdendo motivazione e mollando tutto. Solo superando la valle della disperazione con la giusta forza di volontà l’obiettivo da raggiungere si farà più nitido.

Terza fase è quella del “Realismo Incoraggiante” che, superato il Pessimismo Giustificato, consiste nel riportare lo sguardo sui prossimi passi da seguire, darsi una data di scadenza, per tirare le somme del percorso e valutare i progressi fatti, i risultati ottenuti. Occorre capacità di analisi unita alla concretezza di azioni quotidiane e risultati da raggiungere in quella che è la fase più importante per raggiungere l’agognato cambiamento.

Quarta fase è quella dell’ “Ottimismo Giustificato“, raggiungibile rimanendo focalizzati sulle singole azioni per un lungo periodo di tempo, solitamente di almeno tre mesi. E’ il momento nel quale i progressi risultano sempre più visibili e le cose cominciano ad andare nel verso giusto. Ma in questa fase i risultati potrebbero essere ancora volatili ed è importante non perdere di vista l’obiettivo finale, cementificandoli e rafforzandoli.

Ultima fase è la “Celebrazione del cambiamento“, diventato finalmente realtà e che dunque può essere celebrato, per poi iniziare a guardare ai prossimi obiettivi, cercando di raggiungere mete sempre più ambiziose.

Per concludere, affrontare un cambiamento volontario implica l’imparare a gestire un ciclo emotivo in cinque fasi distinte. Conoscerle in anticipo è il modo migliore per imparare a fronteggiarle, superarle e raggiungere il meritato successo.

E voi, avete mai provato ad affrontare e gestire un importante cambiamento? Raccontateci com’è andata!

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